Ricordando Chernobyl. Quanta energia nucleare ci arriva in bolletta?

Chernobyl – 26 aprile 1986

In questi giorni il Cinema Teatro Esperia di Bastia Umbra sta ospitando “Ricordando Chernobyl”, una mostra/documentario realizzata dall’Associazione Fotografica Contrasti in collaborazione con Orizzonti Onlus. Già, Chernobyl…

Trent’anni fa la politica energetica globale è stata stravolta dall’incidente più catastrofico della storia dell’umanità. La ricorrenza dell’incidente di Chernobyl (a tal proposito vi invitiamo alla mostra di Bastia Umbra Domenica 24 – Sabato 30 aprile 2016) è stata un’occasione unica per la memoria di tutti; una riflessione importante per accantonare definitivamente quel tipo di tecnologia pericolosa…  Tuttavia, ancora oggi, ognuno di noi fa letteralmente i conti con l’energia nucleare pagandola in bolletta.

Sebbene l’Italia con i due referendum del 1987 e 2011 ha scongiurato il rischio nucleare di produrre energia sul suolo nazionale, molti di noi continuano a pagare l’energia atomica. Infatti, c’è ancora chi di noi ha un contratto che non prevede esclusivamente l’uso di energia rinnovabile.

Indirettamente o no, la maggior parte delle aziende italiane investono su centrali nucleari… Circa il 4,8% dell’energia elettrica immessa nel nostro sistema è di fonte nucleare, equivalente a 130 dei 2700 kWh di consumo medio di una famiglia italiana.

L’episodio più lampante è proprio quello dell’Enel che dieci anni fa ha acquistato due vecchi reattori nucleari VVER 440-213, una tecnologia russa di progettazione precedente a Chernobyl, per 1,6 miliardi di euro. Soldi provenienti dalle bollette della luce degli italiani

Cosa fare per invertire la rotta?

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