Energia, il Premio Nobel Carlo Rubbia invita l’Italia al Gas Naturale

Carlo_Rubbia “In Italia le riserve di gas naturale sono una sorgente ancora tutta da scoprire e sviluppare”.

Con queste parole il premio Nobel per la Fisica nel 1984 Carlo Rubbia, ha inaugurato la giornata per le celebrazioni dei 50 anni dell’ ICTP (International Centre for Theoretical Phisics). Secondo Rubbia, oggi “dobbiamo trovare l’analogo e l’equivalente di ciò che Mattei ha fatto con il gas naturale in Italia. La sostanza sia indigena, sia capace di un apporto energetico importante e possa ridurre i gas effetto serra che sono il problema. Ci sono molte risorse in Italia – ha aggiunto Rubbia – ma non c’è molto sviluppo”.  Per quanto riguarda la politica energetica in Italia, a giudizio di Rubbia “c’è molto da fare, ma il nostro Paese non può essere preso in isolato: ha gli stessi problemi degli altri Paesi che ci circondano, quindi le scelte non sono nazionali, ma europee in primo livello”.

Ricordando che gran parte della politica energetica europea degli ultimi decenni fa perno sull’obiettivo di riduzione delle emissioni di gas serra, colpevoli del riscaldamento climatico globale.

“Non è solo un problema scientifico-tecnologico, l’Europa deve scegliere tra energia costosa o a buon prezzo”, continua Rubbia nella sua analisi. Il metodo americano potrebbe essere riproposto anche in molte zone d’Europa dove esistono formazioni di scisti bituminosi, senza considerare che in futuro si potrebbero utilizzare gli idrati di metano (clatrati), formazioni di metano allo stato solido molto abbondanti negli abissi oceanici, le cui prospettive di sfruttamento sono immense. Certo, essendo anche i clatrati fonti fossili, resterebbe, anzi si accentuerebbe il problema delle emissioni, a meno che un progetto scientifico d’avanguardia – cui lo stesso Rubbia collabora – non consenta di eliminarle “disgregando” il metano in idrogeno e carbonio (pirolisi spontanea).

Una strada non ancora tracciata, ma non più densa di insidie del progetto “80% rinnovabili” cui l’Europa tende per il 2050 e che vede immensi parchi fotovoltaici nel Sahara fornire elettricità al vecchio continente. Un progetto – ha precisato Rubbia che pur della fonte solare fu convinto sostenitore – dai costi enormi e dalle incognite ambientali e geopolitiche rilevanti.

In conclusione, l’intervento di Rubbia ha stigmatizzato come non vi siano ricette facili ed indolori in campo energetico, e come alle considerazioni scientifico-tecnologiche debbano affiancarsi quelle di carattere economico, buttando un occhio a cosa fanno i nostri principali competitori. Ecco perché le tante alternative tecnologiche (tra cui rientra il nucleare) devono essere discusse nel contesto socio-economico, possibilmente coinvolgendo i cittadini e rendendoli consapevoli dei pro e dei contro, cosa che non sempre si è fatta. E quanto agli scienziati, mantenere curiosità, senso critico e voglia di immaginare il futuro, senza arroccarsi su posizioni ideologiche preconcette. Un discorso di metodo, appunto. Un discorso da Nobel.

 

Cos’è il Gas Naturale?

Il gas naturale è formato da idrocarburi gassosi che si trovano nel sottosuolo da dove fuoriescono spontaneamente o sono estratti mediante perforazioni. Hanno origine da formazioni geologiche e sono legati ai giacimenti di petrolio o di carbon coke. Il Gas Naturale è l’ultima fonte di energia fossile ad essere sfruttata a livello mondiale. Inizialmente non era troppo costoso utilizzarlo. Agli inizi del ‘900 ad esempio, il gas naturale veniva liberato nell’atmosfera o bruciato nei pozzi petroliferi. Poi negli anni ’70 si diffusero le prime tecnologie per lo stoccaggio e il trasporto del gas naturale come i gasdotti e le navi cisterna e ci fu la trasformazione: da prodotto di scarto della produzione petrolifera a materia prima energetica a se stante di primaria importanza!

Quali sono i tipi di Gas Naturale?

Esistono diversi tipi di gas naturale, i principali giacimenti sono costituiti da gas metano e da elio. Tuttavia, nei giacimenti non vi è mai gas puro. Basti pensare che nei giacimenti di gas metano soltanto l’85% è composto dal gas naturale,  il resto è composto da idrocarburi, etano, propano, butano, pentano, azoto, idrogeno, anidride carbonica, idrogeno solforato ed a vari componenti organici. Perciò, una volta estratto dal sottosuolo, diventa indispensabile trattarlo chimicamente e fisicamente, eliminando l’anidride carbonica e l’azoto, la cui presenza rende il gas naturale poco infiammabile, e l’idrogeno solforato che lo rende altamente tossico e corrosivo. Gli ultimi processi prima della distribuzione sono la disidratazione (eliminazione dell’acqua), la desolforazione (eliminazione dello zolfo) e il degasolinaggio (eliminazione dei gas umidi).